Agosto, il mese più crudele

“Tre anni fa, quando ero il capo e avevo due dipendenti, l’idea di andare per cibo sarebbe stata inconcepibile. Allora guadagnavo 3000 euro al mese e il frigo era sempre pieno”. Antakis, da micro-impreditore greco oggi si è riciclato come tassista e prende circa 500 euro. Troppo pochi. Così è costretto a rivolgersi a una delle mense allestite, in questo caso dal “Solidarity Club”, una delle tante organizzazioni nate per aiutare chi è più in difficoltà (in questo caso legata a Syriza, il partito greco di estrema sinistra).
L’estate però rischia di essere il momento peggiore per chi è stato colpito dalla crisi, perché anche molti volontari partono per le vacanze con le famiglie. L’organizzazione opera in Veikou Street, che non è in un quartiere degradato, ma in pieno centro, accanto alle vie più prestigiose. Ormai è evidente che la crisi ha colpito anche la classe media.
I volontari del Club raccontano che ci sono ragazzini che non mangiano abbastanza. La Chiesa greco-ortodossa da sola dà da mangiare a circa 55.000 persone ogni giorno, mentre le autorità municipali distribuiscono ulteriori 7.000 pasti con le mense intorno ad Atene.
Dall’altra parte della città, a Neos Kosmos, un quartiere popolare, Christos Provezis, ingegnere disoccupato impegnato a sua volta in un’organizzazione di solidarietà dice senza mezzi termini che se un tempo a rivolgersi alla mensa era uno su dieci, ormai siamo più sul nove su dieci. “Avevano detto che la crisi sarebbe finita nel 2012 e ora, nel 2013, dicono che vedremo la luce alla fine del tunnel nel 2014. La verità è che va sempre peggio e i greci stanno esaurendo i loro risparmi”.
L’Unicef ​​in un recente rapporto stima che circa 600.000 bambini vivano al di sotto della soglia di povertà e più della metà soffra di carenze nutrizionali.
Come non bastasse, il cibo è diventato materia “politica”: già un anno fa Alba dorata si era messa a distribuire cibo all’insegna dello slogan “solo per i greci”.
(theguardian.com)

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