Hamas e l’idolo arabo

Martedì Mohammed Assaf, giovane cantante palestinese, residente nel campo profughi di Khan Yunis, nella Striscia di Gaza, salito agli onori della cronaca per aver vinto “the arab idol”, il talent show che spopola nel mondo arabo, è tornato a casa. Ad accoglierlo, oltre alle migliaia di fan, c’era Mahmoud Abbas, il leader di Fatah, pronto ad abbracciarlo. Hamas, che dal 2006, ha assunto il controllo sulla Striscia, invece ha mandato una rappresentanza sotto tono. Non ha mai fatto mistero della sua disapprovazione per questo programma, per il tipo di canzoni, per le cantanti non velate e in generale lo stile occidentale. Le autorità di Hamas hanno addirittura impedito ai fan di installare un maxischermo sulla piazza principale, così i gazani si sono adeguati a seguire lo show a casa e nei caffé. AlAqsa TV, la stazione di Hamas, ha ignorato l’intera competizione. Da tempo Hamas ha messo in atto una campagna di moralizzazione che proibisce alle donne di fumare il narghilè e alle coppie non sposate di passeggiare in spiaggia, per esempio. Comunque quando lo scorso sabato hanno proclamato vincitore un palestinese, figlio di profughi e a sua volta profugo, a Gaza, nel West Bank e a Gerusalemme Est sono esplose le celebrazioni.

(nytimes.com)

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