Anche i gay nei boy scout

Quando Robert Baden-Powell, fondatore degli scout, scrisse il giuramento, la “promessa”, nel 1908, non c’era l’impegno a essere “moralmente retti”. Si è trattato di un’aggiunta successiva nella versione americana. Finora, proprio quell’ambigua espressione era stata usata per bandire i giovani omosessuali dal movimento scout. Ora la crescente tolleranza verso l’omosessualità ha reso più evidente l’intolleranza dei boy scout. Durante l’ultima campagna elettorale sia Barack Obama che Mitt Romney hanno invitato a togliere quel divieto. Contemporaneamente Intel, Merck e Ups hanno ritirato la loro sponsorizzazione proprio per quel bando.
E così, finalmente, dato il gran baccato, all’ultimo incontro annuale, lo scorso maggio, i boy scout hanno deciso di accogliere (a partire però dal prossimo anno) anche i ragazzini omosessuali. Dal 1972, l’anno di picco, quando c’erano 2,7 milioni di scout nel mondo, oggi il numero si è dimezzato. Oltre agli scandali sugli abusi e all’incapacità di includere le minoranze, anche la chiusura sui gay era motivo di presa di distanza. Il bando comunque non è caduto del tutto: saranno accolti i ragazzi, ma non i capi-scout omosessuali, insomma per i gay, la carriera scout è destinata a concludersi a 18 anni.
(economist.com)

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