Dopo Rana Plaza

Nell’edizione asiatica del “Wall Street Journal” oggi viene data la notizia che da ora in avanti in Bangladesh i lavoratori potranno organizzarsi in sindacati anche senza il permesso del padrone. Evidentemente prima non potevano.
L’incidente del 24 aprile, con il crollo del Rana Plaza, un edificio di otto piani, ha posto il paese di fronte a una situazione non più tollerabile. Lunedì è stato il primo giorno in cui non si sono trovati corpi. Il conto intanto è arrivato a 1127 morti.
Il primo ministro la scorsa settimana ha fatto chiudere diciotto fabbriche per motivi di sicurezza e ha programmato ispezioni in altre cinquemila. I lavoratori e le associazioni di tutela dei diritti dei lavoratori restano perplessi. In passato buone leggi sono rimaste inapplicate. Si inizia a parlare anche di rudimentali forme di welfare per i lavoratori.
Hennes & Mauritz, la famosa H&M, l’azienda di abbigliamento che più di altre si rifornisce in Bangladesh ha salutato con favore la possibilità dei lavoratori di organizzarsi con degli organi di rappresentanza. Ha affermato di essere favorevole anche a un aumento delle paghe minime, come proposto ieri sul “Guardian” dal Premio Noben Yunus.
(wsj.com)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *