La Bosnia e l’Europa

Quando la Croazia, il prossimo luglio, entrerà a tutti gli effetti nell’Unione europea, la Bosnia non potrà più esportare uova, carne e latticini al vicino più ricco. Perché? Perché i bosniaci non sono riusciti ad accordarsi su chi deve stabilire se i produttori rispettano le regole sanitarie e veterinarie dell’Unione. I bosniacchi vorrebbero un’autorità centrale, mentre i serbi preferirebbero delle agenzie nelle due entità della Bosnia (la Bosnia-Erzegovina e la Repubblica Serba di Bosnia).
I contadini e i produttori, che non nutrono alcuna speranza nei propri leader, hanno chiesto che per favore se ne occupi l’Europa sennò la vedono scura. L’Unione europea, da parte sua, ha spiegato che non spetta a loro occuparnese. All’Unione non interessa chi farà le certificazioni e però vuole un interlocutore certo. Questa diatriba è un tipico problema bosniaco da quando gli accordi di Dayton hanno deciso che ogni livello istituzionale, dalla presidenza in giù, deve essere tripartito tra bosniaci musulmani, serbi e croati. Questo stallo rischia non solo di avere drammatiche ripercussioni sul piano economico, ma di interrompere lo stesso processo di adesione della Bosnia all’Unione europea che già ora è in coda a Serbia a Montenegro.
(economist.com)

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