Siamo tutti dei clown

Due pagliacci? Magari, solo due.

Ci dispiace, presidente, ma siamo tutti dei pagliacci. Quando il nostro ambasciatore a Berlino si trova a un ricevimento in cui c’è anche la Merkel e tutti sanno che lui prende il doppio di stipendio della Cancelliera, nel mentre in Italia monta la polemica contro una Germania che vuol imporre l’austerità agli altri, con tutto il rispetto per la persona e le capacità, che cos’è se non un pagliaccio? Se gli si desse un berretto con le piume in testa e un po’ di medaglie e cordoni sul frac sarebbe perfetto. E il rispettabilissimo Visco che cos’è quando va a una riunione dove il potentissimo presidente della Bundesbank prende un terzo del suo stipendio? Chiediamo a Bersani: ci voleva molto a far propria la proposta della lista Giannino di equiparare tutti gli stipendi degli alti funzionari dello Stato alla media europea? Pare sarebbero alcuni, i miliardi di risparmio. E cosa farebbero gli alti funzionari, gli ambasciatori, gli ammiragli, ecc. ecc.? Sciopero? Hanno un sindacato anche loro? Si appellerebbero al sempiterno Tar del Lazio o ricorrerebbero alla Corte costituzionale in nome, che so, dello statuto dei lavoratori, o di qualcos’altro, che, certo, dev’essere uguale per tutti?

Ci rivolgiamo con rispetto sincero a Napolitano: il rispetto lo si guadagna. Esigerlo fa ridere. Tutt’al più, in diplomazia, ma non solo lì del resto, si può pretendere che non si esterni il disprezzo. Ma c’è qualcosa di ancor più preoccupante: l’aura delle istituzioni è ormai del tutto evaporata, quindi tutte le lampadine rosse stanno lampeggiando. In questa situazione la retorica fa peggio. Occorrono solo parole di verità.

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