La chiave di volta?

Avvicinare i soldi e le decisioni ai cittadini. È lì la chiave di volta. Non “ci penso io”, ma “pensateci voi”. È nel federalismo e nel comunalismo, adeguati ai tempi, in un’estensione, cioè, della democrazia, la cura dei due mali, corruzione ed evasione fiscale, che corrodono alla radice la vita pubblica della nazione.

Se le tasse di un cittadino vanno direttamente, “tracciate”, a finanziare l’asilo nido o la scuola elementare dei suoi figli, il suo stato d’animo e anche la sua attenzione alle scelte politiche locali cambierà completamente, così come la sua reazione al professionista che chiede: “Fattura?”. E anche sulla corruzione: quella centrale è lontana, oscura, inafferrabile spesso, e autorizza, a cascata, tutte le altre; quella locale si fa presto a conoscerla e non permette alcuna deresponsabilizzazione: “L’ho votato, ho sbagliato io”. Quindi all’obiezione dei centralisti: “Lì bene, le camarille!”, vale la risposta di Salvemini: “Sì, certo, ma il rimedio sarebbe a portata di mano dei cittadini”.

Basta vedere cos’è successo a Parma: i cittadini si sono arrabbiati, si sono pentiti del loro voto e hanno sbaraccato.

0 pensieri riguardo “La chiave di volta?”

  1. Bella proposta, quello che non va è il suo titolo: la chiave di volta, quell’unico mattone che fa star su tutto l’arco. Lo mette un unico muratore e tutto quadra. Siamo ancora nella logica del “ci penso io”, la supremazia dell’idea giusta che mette a posto tutto il resto. E’ il centralismo nella politica per combattere il centralismo dello stato, una visione consolatoria che taglia via la complessità dei mattoni culturali che formano la società, l’abitudine a delegare e il suo opposto complementare, il risentimento contro i delegati. Una storia italiana fatta di pensieri forti, di disprezzo degli avversari, di superiorità antropologica, di un “buon senso comune” di cui vediamo in questi giorni un bell’esempio: se il “poeta” delle meccaniche celesti e degli esseri speciali dice che in parlamento ci sono delle troie, a tutti, ma proprio a quasi tutti, viene in mente che gli offesi siano i politici. Chi si occupa di questo? La politica? Mi sa che sarà più faticoso e complicato che mettere un’unica chiave di volta.
    Fausto Fabbri

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