Ciò che Israele vuole

All’indomani delle elezioni, Gideon Levy interpreta con pessimismo i risultati che a suo avviso rivelano però molto chiaramente ciò che Israele vuole. Un candidato palesemente non politico, giornalista e presentatore televisivo che raramente affronta temi politici è risultato il vincitore delle elezioni meno politiche mai tenutesi in Israele. D’altra parte una campagna elettorale fatta di “Un po’ di tutto e molto di niente” non poteva che portare a un risultato di questo tipo. Dai risultati Levy trae una conclusione chiara: Israele non vuole niente, solo essere lasciato in pace. “Gli elettori vogliono una vita tranquilla, buona, pacifica e borghese”, e tutto il resto all’inferno! Lapid, il vincitore, rappresenta precisamente questa attitudine: un bell’uomo, ben vestito, ben sposato e che parla bene, che vive nel quartiere giusto e guida la Jeep giusta, che non è un estremista, che sta lontano dai temi scottanti e “divisivi”, proprio come piace agli israeliani, denuncia Levy.
“Let us Live in Peace” era anche lo slogan del partito sionista alle elezioni del 1951. E così hanno chiesto anche molti israeliani lo scorso martedì: lasciateci vivere in questa terra senza gli arabi e gli ebrei haredim (ultra-ortodossi), senza guerre e attentati, senza il mondo e le sue prediche. Questo, conclude Levy, è puro escapismo. “Martedì Israele ha dichiarato  la sua evasione dalla realtà”. (haaretz.com)

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