In memoria di Tony Judt

In memoria di Tony Judt, recentemente scomparso, riportiamo una citazione dal suo libro L’età dell’oblio (Laterza).
“[…] fu in buona parte grazie alla prevenzione sociale e alle reti di sicurezza incorporate nei loro sistemi governativi postbellici che i cittadini dei paesi sviluppati persero lo straziante senso di insicurezza e paura che aveva dominato la vita politica tra il 1914 e il 1945. Fino a oggi. Ci sono, infatti, ragioni per credere che le cose stiano per cambiare. La paura sta riaffiorando come un ingrediente attivo della vita politica delle democrazie occidentali. Paura del terrorismo, ovviamente, ma anche, e forse di forma più insidiosa, paura dell’incontrollabile velocità del cambiamento, di perdere il lavoro, di restare indietro rispetto agli altri in una distribuzione sempre più impari delle risorse, di perdere il controllo delle circostanze e della routine della vita quotidiana. E, forse soprattutto, paura che ormai non solo non possiamo più decidere della nostra vita, ma che anche coloro i quali comandano hanno perso il controllo in favore di forze oltre la loro portata. Pochi governi democratici possono resistere alla tentazione di volgere a proprio vantaggio politico questa paura.
Qualcuno l’ha già fatto. Dunque non dovremmo meravigliarci davanti a un ritorno di gruppi di pressione, partiti e programmi politici basati sulla paura: degli stranieri, del cambiamento, delle frontiere aperte, delle comunicazioni senza vincoli, dell’espressione libera di opinioni scomode […].

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