Chi è un terrorista?

Si discute della definizione da dare alla parola “terrorista”. Forse è utile fare degli esempi.
“Impiccate quanti kulachi… almeno cento, rendete pubblici i loro nomi, requisite tutto il grano in loro possesso, prendeteli in ostaggio e fategli di tutto e fate sapere intorno quello che avete fatto, che la gente veda, tremi e sappia… accusate ricevuta di esecuzione. Post scriptum: trovate gente davvero dura” .
“Bisogna picchiare sulla testa, picchiare senza pietà. Si tratta di una guerra lunga, tenace e disperata. Come si vince la guerra? Si vince con l’esistenza e la giustificazione del terrore…”
“Caro compagno Kurski, a complemento della nostra conversazione le mando un abbozzo di paragrafo supplementare del codice penale. Il pensiero fondamentale è chiaro: esporre apertamente il concetto di principio e politicamente veritiero, e non solo strettamente giuridico, che motivi l’esistenza e la giustificazione del terrore, la sua necessità ed i suoi limiti, occorre farlo…”
Ecco, chi scriveva questi ordini di servizio era sicuramente un terrorista. E anche il più grande rivoluzionario del 900: Lenin.

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