Democrazia senza aggettivi

Questa storia dei condannati che non possono stare in parlamento non convince. Perché io cittadino non posso eleggere un condannato? Chi può togliermi questo diritto?
Ci diceva Nadia Urbinati, ma poi chiederemo che ci spieghi bene, che l’idea di certo repubblicanesimo è che la democrazia debba essere virtuosa, il che è una contraddizione in termini. Chi decide chi è virtuoso o no? Un’istanza superiore? E quale? E chi la elegge?
In realtà se alla parola democrazia aggiungiamo un qualsiasi aggettivo qualcosa non va.
Ben diversa, ci pare, la questione degli stipendi. Che questi si riuniscano e decidano sui propri stipendi, sui privilegi di cui godere, ci sembra nient’altro che un caso di “interesse privato in atto pubblico”. Massimamente disonorevole, visto il tipo di atto.

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