Alexandre Dumas e le oche

Poco prima di morire Alexandre Dumas aveva firmato una petizione in difesa delle oche di Strasburgo, per denunciare la barbarie e l’accanimento degli allevatori, i quali, per fare ingrossare il fegato dei palmipedi, ne inchiodavano le zampe e li accecavano in modo da tenerli il più immobili possibile. Un mercoledì sera di un secolo e mezzo dopo Richard Daley, sindaco di Chicago, non era particolarmente felice, all’uscita del consiglio comunale: “Abbiamo bambini uccisi da capibande, trafficanti di droga. Abbiamo problemi gravissimi in questa città e ci dobbiamo occupare del foie gras!”. Chicago sarà la prima città americana a mettere fuorilegge il foie gras. Passato con 48 voti contro uno, il regolamento entrerà in vigore entro tre mesi e renderà ristoranti e supermercati passibili di un’ammenda di 500 dollari. Il promotore, Joe Moore, consigliere comunale, ha fatto appello alla cittadinanza affinché denunci le violazioni: “Facciamo del nostro meglio per scoraggiare pratiche barbare. Meno ristoranti serviranno questo prodotto della tortura animale, meno animali saranno vittime di una crudeltà indescrivibile”. Per Gene Bauston, presidente e fondatore di Farm Sanctuary, gruppo animalista, “Chicago ha compiuto un gesto storico che avrà delle conseguenze in tutti i paesi” (da Le monde, 29 aprile 2006). Il foie gras, il fegato grasso, a cui il Parlamento francese ha attribuito l’etichetta di “patrimonio culturale e gastronomico”, non è altro che il fegato malato delle oche e delle anatre, contenente un’eccessiva quantità di grassi. Steatosi epatica è il termine che definisce questa malattia. Il foie gras viene ottenuto sovralimentando oche e anatre, attraverso la tecnica del gavage, che consiste nell’ingozzamento con circa 500 gr di mais cotto e salato fino a 8 volte al giorno, per un periodo che va dalle quattro alle otto settimane (come se una persona del peso di 80 Kg fosse costretta a mangiare 20 Kg di spaghetti al giorno). Per ingozzare questi animali si utilizza un tubo metallico lungo circa 28 cm che viene infilato nella gola delle oche: una pratica che provoca lesioni del gozzo, con conseguente rischio di infezioni e soffocamento. (www.peacelink.it)

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