L’Hunting Club e l’Alwiya

“Un tavolo da biliardo donato al re Faisal I dalla Corona inglese nel 1920, attorno tappeti scoloriti e macchiati. Il giardino ormai un campo di fango”. L’Hunting Club e l’Alwiya, i due club più esclusivi di Baghdad, dove attorno a bar fornitissimi, e alle piscine in cui le donne nuotavano insieme agli uomini, si ritrovava la borghesia cosmopolita di Baghdad, quella “né sciita né sunnita”, stanno morendo. I frequentatori di prima, persone istruite, tendenzialmente laiche, occidentalizzate, che avrebbero dovuto costituire il cuore di una nuova società civile irachena, stanno fuggendo dal paese. I nuovi avventori, spesso profittatori di guerra, sono arroganti e armati, i vecchi camerieri sono a disagio con la loro maleducazione… (The New York Times, 23 aprile 2006).

Ce lo insegnano loro: senza ceto medio niente democrazia. Il più grande bazar del Medio Oriente è stato distrutto da dieci anni di embargo, la guerra ha completato l’opera di proletarizzazione del paese. Complimenti agli esportatori di democrazia.

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