Allora? Chi ha vinto?

Allora? Chi ha vinto? Beh, nelle istituzioni ha vinto la sinistra, nella società Berlusconi. Alla sinistra i pensionati e il pubblico impiego, più Emilia e Toscana, a Berlusconi il resto. Da qui un senso di scoramento profondo… Altro che gridare vittoria. Se abbiamo almeno smesso di credere nella “manipolazione delle coscienze”, idea antropologica non proprio consona per gente di sinistra, possiamo metterci lì a riflettere, a domandare e a domandarci perché in tanti hanno votato per lui? E cosa c’è che non va nella sinistra? Noi un’ipotesi l’abbiamo fatta già dieci anni fa… La forza di Berlusconi sta nel suo messaggio anti-statalista e il suo anticomunismo, sia storico che politico, trova la sua ragion d’essere nello statalismo tuttora imperante, culturalmente e politicamente, nella sinistra. A guardare alla sinistra sembra di essere in un paese di socialismo reale dove si è perso il contatto con la realtà e la società, e si resta attaccati allo Stato con le unghie e coi denti. Burocrati politici e burocrati dell’amministrazione statale alleati insieme… e, quando va bene, riforme calate dall’alto. Quando l’unico messaggio che si lancia è quello del “buon governo” si propone sempre e soltanto una politica lontana dalla società, che non si pone il problema di coinvolgerla nella soluzione dei problemi, che non crede nelle sue possibilità di autogestione, che, alla fine, non crede nella gente. E’ come dire: “Lasciateci fare, faremo bene per voi”. Tutto questo, per una sinistra democratica, dovrebbe essere come bestemmiare in chiesa. Ma tutto questo, invece, non contraddice affatto l’imprinting culturale dei marxisti, innamorati dello Stato da sempre, da quando Turati scelse la via tedesca e non quella laburista inglese… Lo Stato e poi più. Tutti paladini di uno Stato che, per di più, in Italia fa schifo. Il volto dello Stato in Italia è quello del maresciallo della finanza con villa miliardaria, del magistrato corrotto da Previti, non quello di Falcone e Borsellino; è quello del burocrate che taglieggia il cittadino e, se va bene, del burocrate puro esecutore, totalmente irresponsabile; è quello del barone universitario che trucca tutti i concorsi, è quello degli arbitri corrotti. Ha il segno di un regolismo che non riesce a fare una legge che non moltiplichi le adempienze. E la giustizia, supremo diritto del cittadino, è una macchina atroce che stritola lentamente.
Certo che Berlusconi è un imprenditore anomalo che ha fatto fortuna “fregando lo Stato”. Ma appunto! Non è che chi vota per lui non sappia che razza di carriera ha fatto. Ma si identifica in lui proprio per quello, perché ha fatto i soldi fregando lo Stato. Casomai non piace, ma, stante così le cose, lui dà più garanzie di un altro sul tenere a bada lo Stato. Che altra spiegazione potremmo dare del fatto che le peggiori schifezze “passano”? Leggi ad personam, condoni, conflitto di interessi… Dovremmo decidere che la metà della popolazione (più una buona metà dell’altra metà, che si comporta uguale) fa schifo… E’ mai possibile?

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